Giorgio's profilePAROLE DI UNA MENTE IRRE...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
PAROLE DI UNA MENTE IRREQUIETA...lasciatemi ascoltare il SILENZIO... |
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Dove sei sparito,
carissimo amico?
Un abbraccio forte
ovunque tu sia.
-JaCkY-
Feb. 27
Fabio Sangiovanniwrote:
Dato che in questo blog mai appare la Scienza, se ti affascina domani un tuo caro professore di chimica terrà pubblicamente, in piazza (pro protesta), il grande esperimento dell'elettrolisi, meravigliando gli astanti con la magica scissione. La cosa è in forse, ma è in progetto. Sperando non sia troppo tardi... Adieu.
Dec. 18
irish cranwrote:
pazzesco..ho aperto il tuo space ed è partita a tutto volume "enjoy the silence"dei Depeche Mode,una tra le mie canzoni preferite...speriamo sia indicativo di una buona giornata x entrambi!!!
ciau pinguino!
Nov. 15
☆єℓєиυ¢¢ια☆wrote:
Ciao..! ho trovato il tuo blog x caso,mentre curiosavo tra gli amici di un mio amico e devo dire che nn sn affatto pentita!!! Questo blog è davvero molto carino e poi è pieno di pensieri e stati d'animo che si comprendonofino in fondo "solo" attraverso le parole...Complimenti davvero!!
Passa da me se ti va. Ciao.
Oct. 4
Rondine Notturnawrote:
ciao..passavo di qui e ho letto con molto interesse il tuo blog...è molto bello e sai descrivere molto bene certe stranissime sensazioni che ti lasciano l'animo un po' irrequieto o semplicemente insoddisfatto...se passi nel mio blog potresti togliermi una curiosità? come mai lo stregatto? ti spiego..io lo trovo uno dei personaggi più belli ed enigmatici..lo adoro come adoro alice del resto...
spero che acceterai la mia richiesta di amicizia..mi farebbe piacere saltare qui ogni tanto..a presto..giò
Sept. 23
monica messeriwrote:
ciauuuuuu!!!!
bellissio blog!!!!!
complimenti!!!!
s t va passa a salutarmi!!!
ciauuuu!!!
baci!!!!!
--->вιмвα тєиєяα<---
Sept. 5
queste frasi non sono mai banali..come dici tu sono le vere certezze..ti ringrazio per le tue visite,fanno sempre piacere..buona giornata.
Aug. 19
Diego Martin Cismondiwrote:
Ciao... ho visto che sei passato da me, ti ringrazio per il commento...
da quello che vedo e che ho potuto leggere sei senza ombra di dubbio una persona interessante... ripasserò quando avrò un pochino più di tempo per leggere con calma gli interventi più vecchi che non ho potuto leggere...
per ora ti faccio i complimenti per quelli che sono riuscito a leggere...
Aug. 19
roberta cogliatiwrote:
ciao!ho visto il commento sul mio blog!molto carino!cm vedo il bikkiere??dipende..a volte mezzo vuoto, e a volte totalmente strabordante..dipende da quello che c metto dentro, e nel momento in cui lo faccio..e il bello è proprio questo..cercare continuamente un nuovo equilibrio..
July 29
Jerry Spacewrote:
Apre le sue immense ali...Musica sarà...
Musica sarà...la forza che hai dentro... Buona Estate...Jerry...
July 28
Alberto Zampieriwrote:
Oh finalmente la tua mente ha di nuovo la possibilità di esprimere le proprie idee. Continua a scrivere per noi..
July 8
Luigi Famàwrote:
Grazie x il commento nel mio blog:)!! come hai detto la mia domanda sulla felicità è la più gettonata ma direi di aver trovato una rispsota adeguata alla mia domanda, anzi direi che me l'ha suggerita una grande amica! Noi siamo sempre alla ricerca della felicità, forse una ricerca disperata ma quello che conta è il viaggio che facciamo non la meta....!!
Cmq molto carino il tuo blog!!!:)
Ciauuuu!!!!!
Luigi
July 2
KEKKINO KEKKINOwrote:
CIAO! PASSAVO DI QUI E HO VISTO IL TUO SPACE.. COMPLIMENTI X IL BLOG! SEI BRAVISSIMO ANKE A FARE I FOTOMONTAGGI XD VEDO KE TI PIACE MLT L'ARTE COME ME..BRAVO BRAVO COLTIVA QST PASSIONE..CIAO CIAO :)
July 1
Ilariawrote:
Ciao caro, come stai? Passo di nuovo di qui, sempre nelle giornate di pioggia (e da me piove da un mese...) e curioso qua e là, questo tuo spazio mi piace molto. Oggi mi sono soffermata sull'elenco delle tue professioni future e devo dirti che, più di tutto, mi ha colpito trovarci scritto "papà", lo trovo meravigliosamente anacronistico, affascinante anche. Ma sei davvero così come ti descrivi?
Ciao e passa quando vuoi a trovarmi, mi fa piacere!
mne
June 16
marta meliswrote:
Davvero bello Questo Blog...Complimenti!!! Io sto rivisitando il mio e ho un problemino ma se vuoi passa e commenta.
Ciau by Martiscedda!!!
June 15
Palma Manchiwrote:
Ciao..ho visitato anche io il tuo blog.Molto carino...inoltre volevo farti una domanda, nella lista delle "professioni" che eserciteresti da grande c'è un pò di tutto ma...chi o cosa vorresti davvero diventare ?
Un saluto
June 13
Mattwrote:
il bello del sovrappensiero è che non lo vivi come vorresti...è lui che vive te..
June 13
Costanzawrote:
Uh!grazie del cOmmentinO..sOprattuttO per il fattO della fOtina di Alice..iO la adOrO..anche lei nel suO "viaggettO" è alquantO accOmpagnata dalla sfIga ^_^...e cOmunque_ebbene si_iO stO' alla sfIga cOme la piOggia sta sull'aUtO appena lavata! T_T
June 10
Costanzawrote:
ciaU! sOnO passata per casO di qua!mOlto carinO il blOg_mi è piaciutO l'ntervento passato sulla sfiga ^_^ così hO voluto rendermi partecipe della tua sfiga_ciaO ciaOOOO
June 10
Ermia Irishwrote:
sei stato nella ,un pò mia, bella eterna città e non ci siamo incontrati.. devi, per forza, ritornare.. per caso mi trovo sul tuo blog.. blogganiamente leggendo sembri una bella persona.. CIAOCIAO
June 5
MαrgoĿinαwrote:
ti ringrazio per il saluto che mi hai lasciato nel guestbook. Ormai è tardi ma prometto che domani verrò a dare un'occhia approfondita a questo blog che già dalla immagini di kandisky sembra molto bello. Ciao. Grazie ancora.
June 2
Jerry Spacewrote:
...Ciao...bella la storia della carta igienica...hahaha...io credo di più al Genio...
P.S.:la foto me l'hanno dedicata...ed io ho voluto giocarci su...;)
June 1
Zampa
wrote:
Eccezionale l'immagine di Magritte. Beh ma son di parte io, non dovrei dirlo perché l’ho portato alla tesina delle superiosi e i prof hanno guardato con ammirazione come se non l’avessero mai visto…e la Fanti ovviamente:”de storia dell’arte nun te chiedo gnente perché me sei stato fantastico cun manritte..TE DO’ DIECI”
May 31
Jerry Spacewrote:
...ciao...io t'avrei anche già invitato...credo prima del tuo passaggio...il nostro incrocio era già scritto...
...ho letto che vorresti essere come le pagine di un libro...magari un giorno...ti schiaffo in uno dei miei...hahaha...
May 29
Ilariawrote:
Non ci posso credere che hai letto LA FINE DEL MONDO E IL PAESE DELLE MERAVIGLIE di Murakami...
Grazie di essere passato dal mio blog, se torni lasciami un consiglio letterario, non importa di che genere, ogni suggerimento è ben accetto! Ho bisogno di cambiar aria ai neuroni...
Ciao ciao!
ila
May 27
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November 24 Pensieri di un viaggio di ritorno(scritti di getto durante il viaggio di ritorno da Marsiglia)
Riapro gli occhi, dormivo. Fuori dal finestrino vedo la neve. E’ tornata… anche quest’anno, quanto l’ho aspettata. Dolce amica di sempre, fedele compagna della mia anima fredda, lenitiva speranza del mio sguardo di bimbo. Hai sempre saputo posarti su di me come una pelle gelida di puro tepore, per tener compagnia al mio cuore ghiacciato, intorpidito. Il treno mi riporta verso casa, dopo 5 giorni di assenza, eppure la stazione in cui vorrei scendere non è la mia. Amica neve, hai deciso di riapparire oggi, hai voluto accogliermi per il rientro, hai forse intuito che qualcosa non va? Hai ragione, cara amica, perché l’animo mio sente freddo, come una volta. Perché non voglio tornare a casa. Perché è soltanto un edificio di muri e finestre, adesso, e questo non mi basta. Perché il mio posto è altrove ormai. Perché il mio cuore non si sente più a casa. Tristemente guarda te, bellissima e materna, fuori dal finestrino. E gli occhi miei si spengono, in contrasto col bianco manto. Quanto è brutto scoprire che, per la prima volta in 23 anni, nemmeno la neve sa restituirmi il calore. Perché il bambino che è dentro di me non sorride più…? La strada per la felicità, stavolta, è ancora più difficile...
[La neve non ha atteso il mio ritorno a casa… si è sciolta prima che arrivassi in stazione. Perché lei mi conosce da sempre… e mi conosce davvero.] November 10 MiraggioRiesco a vederla… […posso quasi sfiorarla con un dito…] Ho timore di pronunciarla, perché potrebbe andarsene improvvisamente; come è accaduto in passato, soffiata via dal vento di una nuovo temporale, portata lontano da me. In questo perenne movimento atmosferico che è la mia anima e il tempo inarrestabile del nostro mondo. Parole e frasi potrebbero essere scritte per descrivere i fotogrammi del mio animo perplesso… sorridente, ancora incredulo. Ma lascio spazio al silenzio e allo sciogliersi dei pensieri, i miei e quelli di chi sta leggendo, di chi sta vivendo, di chi sta aspettando. E’ una piccola cosa… eppure riesce a spiazzarmi. Impresa non facile, davvero. E’ così bello, anche se raro, trovare qualcosa in grado di sorprendermi… Per il momento la vivo così. Come un miraggio che so essere reale, ma allo stesso tempo avvolto da uno strato leggero di irrealtà, un’impalpabile consapevolezza. Una contrapposizione ancora… in fondo, questo sono io. October 13 Il suonatore di trombaE’ tempo di prendere delle decisioni importanti. La domanda che mi accompagna da giorni, settimane, è sempre la stessa. Qual è la scelta giusta? E mi domando, oggi, se una scelta giusta esiste davvero. Il cuore e la mente prendono strade diverse, e non so quale seguire. Unico suono, nella nebbia dei miei pensieri, è quello di una tromba… unica guida da quando mi sono perso… Qualche tempo fa confidai ad una persona che ritenevo speciale un mio piccolo, sciocco desiderio. Mi piacerebbe imparare a suonare la tromba, ammisi. Io però non sono portato per la musica, per le note. E’ un mondo a cui non appartengo, non fa per me. Sorrido all’idea di vedermi con una tromba in mano, questo è vero, ma… nulla di più. Un giorno questa persona mi regalò una piccola tromba di metallo, allegando a questo gesto un pensiero che non posso dimenticare. Come il suono di questo strumento, altri sogni e desideri posso sembrarmi lontani e sfocati, quasi irraggiungibili. Donandomi la piccola tromba, ha voluto ricordarmi che, se lo voglio, posso raggiungere qualsiasi obiettivo, posso superare qualsiasi ostacolo come ho fatto tutte le volte che le difficoltà della mia vita mi hanno sbarrato la strada… ha voluto ricordarmi che io posso diventare chi voglio, se davvero è quello che voglio. Decisi di legare la piccola tromba ad un laccio, per poterla portare al collo il giorno in cui avrei avuto bisogno di non dimenticare questo pensiero. L’ho tenuta al collo ieri, per la prima volta… l’ho stretta forte con le mani per non scordare quella sensazione, per ritrovare la mia sicurezza… l’ho tolta solo quando ho capito quello che realmente desideravo, pronto ad affrontarne le conseguenze. E ancora una volta, non senza stupore, mi passa per la mente uno strano pensiero. Forse… forse posso davvero imparare a suonare la tromba… eppure, mi sembra così assurdo. September 29 Inquieto e confusoInquieto e confuso, oggi mi sento così. Ultima consapevolezza prima di dormire e primo pensiero di questo nuovo giorno, che segna per me un altro inizio, contemporaneamente due linee di partenza prima di staccare il piede da terra. Con lo sguardo opaco guardo fuori dal finestrino, mentre vado a lezione, la musica mi fa compagnia ma non dà la quiete che cerco. Animo in subbuglio, trattiene il respiro incapace di parlare, come un bambino che singhiozza in un angolo buio della sua stanza. Stanchezza di spirito. Tremore alle mani, come quando battevo i tasti sulla tastiera, ogni lettera uno sforzo per scardinare quella porta a doppia mandata. Un solo grido lacerante, stanotte, che mi muore in gola quando tento di urlare ancora. Un solo grido lacerante dopo che le parole hanno smesso di scorrere, quando nella mia stanza sono rimasto solo. E resto immobile, impotente, osservando incredulo la parete che si sgretola, che crolla con un silenzioso assordante boato. Solo l’animo mio riesce ad udirlo, distinto, in questo chiasso da assenza di rumore. Ai miei piedi solo polvere e mattoni, ignoti testimoni di una scelta di vita. Camminando per la strada, oggi, vorrei avere una cravatta per poterla un po’ allentare. Per poter fare quel gesto, per poter essere libero di sentirmi soffocare, per poter credere anche un solo istante che il respiro che mi manca sia dovuto ad un nodo troppo stretto, e non a qualcos’altro. Vago invece, inquieto e confuso… vivendo di sogni che non voglio realizzare, dopo aver riaperto gli occhi nel mondo reale. Inquieto e confuso, incapace di parlare. Inquieto e confuso, perché non voglio ricordare. Inquieto e confuso, ancora una volta. E' inevitabile… sono il degno prigioniero di una mente irrequieta. September 21 AutunnoOltre la banalità del titolo c’è altro. Scrivevo così un anno fa: “Siamo quasi al termine di settembre… mancano pochi giorni. Oggi c’è stata la prima pioggia autunnale e l’inizio delle lezioni si approssima, anche se non dovrò seguirle per il momento. Le scuole hanno riaperto e i ragazzini invadono gli autobus all’ora dell’uscita, cosicché mi trovo schiacciato nella ressa ogni giorno andando a lavorare. Si comincia a vestirsi pesantemente, con maniche lunghe e felpa, e alzarsi la mattina diventa ancor più faticoso, come spogliarsi per andare sotto la doccia. Tornano gli amici lontani. Si guardano le foto dell’estate, e sembrano passati mesi… gli amici si vedono di rado, il tran-tran investe le giornate e il tempo libero diventa ulteriormente gustoso da trascorrere. Alle 8, quando stacco, è già buio. Alla stessa ora, un paio di mesi fa, si cenava all’aperto con la luce chiara della sera. Faccio fatica a pensare che un nuovo anno è iniziato… perché io ragiono ad A.A. o A.S. (Anno Accademico o Anno Scolastico) e non tengo conto dell’anno solare. Un altro ciclo di dodici mesi ha preso avvio, ma stavolta è scivolato così lentamente di fianco a me, di soppiatto, che quasi non me ne stavo accorgendo. Inoltre, il tempo è scandito diversamente per me, in questi mesi. L’esperienza lavorativa di certo ha dato uno scossone al mio ritmo di vita, le settimane corrono. E quest’anno molte cose cambieranno… lo sento, l’ho detto e lo ripeto. Nuove sfide, nuovi obiettivi, nuovi inizi. Nuove prospettive e spero nuove amicizie. Nuove energie e nuovi stimoli. Ma soprattutto… nuove esperienze. Volerò sulla città, come nel mio sogno ricorrente… crescerò, ancora. Respirerò aria diversa, sfrutterò le mie energie, vivrò solo per me, giorno per giorno. E ci crederò… Siamo quasi al termine di settembre, e mi domando quale anno si prospetta per me nel prossimo futuro. Solo sensazioni… ma in verità non ne ho la più pallida idea.” Oggi l’autunno entra ufficialmente nelle nostre vite, ancora una volta. Oggi, una giornata come tante con un cielo grigio e triste, mi ci posso specchiare. Ad un anno di distanza, che cosa scrivo? “Siamo quasi al termine di settembre. Ed io mi sento confuso.” Perché non riesco a scrivere altro? Molte delle cose che mi aspettavo da questo ultimo ciclo sono accadute veramente. Nuove esperienze, nuove amicizie e vecchie amicizie riscoperte. Sfide ed obiettivi raggiunti. Ostacoli, quelli non mancano mai. Ma soprattutto, nuovi modi di essere, di vedere le cose. Nuovi punti di vista e sensazioni che cambiano le persona che sei. Che eri. Nuove realtà che allargano la visuale, in un continuo rimettersi in gioco. E’ proprio questo che accade, oggi. Mi rimetto in gioco. Lo sto facendo. E gli ostacoli si moltiplicano, ma stavolta qualcosa è cambiato. Non riesco a scorgere fremiti di timore sotto la mia pelle. Non riesco ad inalare l’odore della paura. L’inquietudine è un ricordo che appare solo raramente, nelle notti silenziose, come un ricordo. Perché? Forse la rivoglio indietro. Ma questo non ha senso. Ci riprovo: “Siamo quasi al termine di settembre. E mi domando se sono pronto per un nuovo cerchio. Ma poco importa, in realtà. Il ciclo inizia comunque, con o senza di me… tanto vale prenderne parte, viverlo come si è in grado di farlo, magari nel frattempo cercare di capire qualcosa in più, di ottenere qualche risposta. Presto riprenderò il ritmo quotidiano, quasi appartiene ad un’altra epoca per me. Molte cose cambieranno, altre invece non possono cambiare. Prenderò decisioni importanti e forse affronterò qualche spettro. Non so se volerò, ne dubito. Al massimo posso provare a saltare molto in alto. Tutto a suo tempo… si vedrà.” Ecco l’autunno. Ciclico ripetersi, inevitabile. La malinconia è arrivata anche qui, come le foglie secche che cadono dai rami. Altri venti l’hanno trasportata ma sempre della stessa lenta melodia si tratta. Eppure, questa stagione ha i suoi lati postivi. Colori caldi che preparano all’inverno. Aria di ricordi. E altro. September 09 Eterno ritornoQuesta è la sensazione che non sentivo da un po' tempo. E la trovo cambiata, mutata, irriconoscibile. Di primo impatto è sempre la stessa. Inattesa arriva, bussa alle tue spalle e si siede accanto a te. Inaspettata ti prende, ti si avvinghia attorno al corpo e ti fissa, ti studia, cerca di cogliere il fremito dietro ai tuoi occhi, si nutre del tuo sguardo vacuo per la sua nuova vittoria. L’impatto iniziale è inconfondibile… in questo modo tu la senti, la percepisci, come se odorasse di ricordi lontani. E non puoi fare nulla, non si scappa. Ma è il seguito che conta davvero… la vera battaglia comincia dopo, quando dalla tua sedia ti alzi e riprende lo scorrere delle tue giornate. Perché il Tempo non si lascia ingannare dalla compagnia effimera delle emozioni umane, esseri imperfetti. Esso cambia le cose, cambia le persone… vivo oggi diversamente questo senso di vuoto, prova tangibile di una realtà che distrattamente si occupa di noi, immagine chiara di un ripetersi che ha preso forma nella mia mente, tratti di carboncino sfumato con le dita. Una consapevolezza che mi rende più forte. Un’abitudine ormai… triste abitudine che anestetizza i sensi. E’ l’impatto che poi… svanisce. E ti ritrovi a chiederti cosa importa in realtà, con vago disinteresse; e stupore per averci creduto, quasi fosse accaduto un secolo fa. Come se fino a quel giorno… [...fossi stato un bambino…] Prendo in prestito l’immagine del serpente di Nietzsche, emblema dell’”eterno ritorno all’uguale”. Non mi va di spiegarne il motivo. Al lettore la facoltà di interpretare questa mia scelta. O di creare una propria interpretazione. September 01 Rimango solo con la mia insonnia...E così, anche stanotte non si dorme… Resto sveglio, ancora una volta, mentre la casa e il suo silenzio assecondano la notte. Il mio gatto è sul letto, nella mia stanza, senza di me. Alla luce della lampadina strizza gli occhi e mi guarda perplesso. Scendo nella stanza più fresca della casa, ma sento caldo ugualmente. Rimango solo con la mia insonnia, come avveniva tante notti addietro, come non accadeva da parecchio tempo. Mi addentravo tra moltitudini di vaghi pensieri, sogni e congetture, riflessioni e preoccupazioni, trascorrevo le ore così, molte notti fa che sembrano anni o decenni. Rimango solo con la mia insonnia, di nuovo, stanotte, ma qualcosa è cambiato. Dove sono finiti i miei vorticanti flussi di coscienza, i miei stream of consciosness senza una meta, immancabili compagni di un’intera vita da solitario? Che fine ha fatto il mio costante bisogno di risposte, che fine hanno fatto i miei perché? Rimango solo con la mia insonnia, resto qui e ascolto il silenzio della casa, il silenzio della notte, il silenzio dei miei pensieri… la mia mente è ferma, non un guizzo, non uno sciabordio sulla superficie, solo qualche increspatura dell’acqua calma sulla quale sembra riflettersi una luna pallida e sfocata, e una figura sulla riva che forse attende l’alta marea... Niente riflessioni, niente flussi contorti di pensieri angosce e paure, speranze sogni ricordi, niente di tutto ciò. Solo un silenzio che esprime la quiete, prima del cambiamento…
August 27 Just LondonLondra è… semplicemente Londra. Potrei usare moltissime parole per descriverla, ma non ne coglierei mai la piena essenza. Come un piccolo mondo a sé stante, tutto particolare, con ritmi e regole proprie, la città si basta da sé. E non si ferma mai. Cerco parole adatte, ma non le trovo. Mi limito quindi a ricordare alcune delle piccole cose che hanno reso speciali questi 5 giorni appena trascorsi, singolari e curiosi. L’ampiezza dei parchi, isole di pace circondati da enormi alberi di mattoni e cemento; le luci insonni di una città che non dorme mai; il grande orologio che almeno una volta nella vita quasi tutti i bambini hanno sognato di vedere dal vivo, e il suono del rintocco che rimbomba alle 23 spaccate, nell’oscurità della notte; la nervatura sotto il suolo della città, agile e veloce, che ti fa sentire vicino ad ogni luogo, a pochi passi da qualsiasi cosa; i grandi sassi e la fobia relativa; la cultura immensa nell’enorme British Museum, che quasi stordisce; il sapore unico di un hot-dog appena comprato ad un chioschetto sul limitare del parco; le pinte di birra e le mezze pinte, per il solo gusto della compagnia; i denti della Terra disegnati su una cartolina di Stonehenge; la libertà di poter fare ciò che si vuole, senza essere giudicati; l’incredibile melting pot; i momenti per le risate e i momenti per i discorsi impegnati; il brivido della trasgressione in una stanza d’albergo, con tazze per il vino (poi spanto sulle lenzuola) e due soli letti per tre persone; la colonna sonora offertaci da cantanti donne esordienti (tra cui il singolo “Ken Lee”); la dieta all’ingrasso e al rigonfio; le subdole bibite attentatrici o avvelenatrici; e molto altro… Nuovi ricordi che porterò con me, e con le due persone con cui ho condiviso questa esperienza… August 11 Due voci nel silenzioG: “Com’è fresca questa serata… senti che silenzio, non c’è nessuno in giro a quest’ora e tutto tace.” X: “Hai ragione, è stata una buona idea quella di piazzarci qui sull’altalena, si sta bene e non c’è afa. Se almeno si vedessero le stelle… avrei portato una coperta per stendermi e guardare il cielo…” G: “Non lo faccio da anni…” X: “Da quando eri bambino?” G: “Sì, in agosto ero sempre in montagna con la mia famiglia. Ci sdraiavamo sul prato fuori casa e aspettavamo che le stelle cadenti attraversassero quello spazio di cielo sopra di noi… oppure al mare, con gli amici, sul bordo della piscina e con il naso all’insù. Parlavamo di qualsiasi argomento… era un momento magico.” X: “Lo so, è una cosa che racconti spesso.” G: “Perdonami, a volte sono ripetitivo. Sai, una notte ho chiesto ad una stella il pupazzo di una tartaruga ninja… com’erano semplici i miei sogni di bambino!” X: “Ed ora, cosa domanderesti?” G: “Non ti so rispondere… forse la serenità, ma sarebbe un desiderio sprecato.” X: “Nemmeno io ci credo più, ormai.” G: “…questo non mi stupisce…” X: “Pensi che le cose cambieranno mai?” G: “Perché, non sei soddisfatto di come stanno andando?” X: “Non lo so… sinceramente non lo so. E tu?” G: “Io non mi lamento. Non è un periodo entusiasmante, questo è vero, ma nemmeno così pessimo. Tutto sommato potrebbe andar peggio, fidati! Questa calma è un lusso per noi…” X: “Forse hai ragione… ma certe volte mi manca l’aria…” G: “……….” X: “Certo, so come la pensi. Mi sta bene.” G: “Davvero?” X: “Sì. Anche se, a volte… vorrei tornare a gridare…” G: “Zitto!! Non senti che bel silenzio, non riesci a godere di questa pace notturna? Vorresti davvero guastarla con le tue grida? E poi, guardati intorno… non c’è nessuno che può sentirti, le strade sono deserte, e la gente nella case qui vicino sta dormendo.” X: “Sono uno sciocco…” G: “No, non lo penso.” X: “Le stelle non appaiono… che facciamo, torniamo a casa?” G: “Perché? Si possono osservare anche le nuvole…” X: “Danno un senso di leggerezza, vero? Di libertà…” G: “In realtà io sto notando la sfumatura, quella strana tonalità di grigio… è un colore che ho cominciato ad apprezzare. Se ci pensi, mantiene il giusto equilibrio tra il bianco e il nero, eppure guardando le stelle si tende a dimenticarlo.” X: “Ma io le stelle non le vedo… e, sinceramente, non riesco a vedere nemmeno le nuvole… stiamo guardando nello stesso punto?” G: “Sì, proprio sopra di noi. Forse dipende dal punto di osservazione, chissà.” X: “Forse… ma standocene qua non lo sapremo mai.” G: “Io resto, se tu vuoi andare vai… l’altalena mi rinfresca, sto bene qui.” X: “Non sei stanco di andare su e giù, su e giù? Io scendo.” G: “Prima o poi ci rimonterai.” X: “Lo so…” G: “Che fai? Non vai più? Non preoccuparti per me, puoi lasciarmi solo, non è un problema.” X: “A che servirebbe? In fondo, lo sai anche tu, dobbiamo tornare verso casa insieme…” G: “Hai ragione… rimaniamo ancora un po’, e dopo ti accompagno.” X: “No… ti accompagno io. Scegli tu la strada.” G: “D’accordo… grazie per aver capito.” X: “Come potrei non farlo…? Ora però sto zitto… ti lascio ascoltare il silenzio…” G: “Ascoltiamolo insieme… ti va?” July 26 Ho sognato di essere un X-MenStanotte ho sognato di essere un X-Men. Ma non subito… no, non subito. Quando mi sono disteso sul letto faceva caldo… ricordo di aver pensato di levarmi la maglietta, ma poi non l’ho fatto. E’ stato un attimo, ed ero già nel regno di Morfeo. E via, l’inconscio si è scatenato. Mi sono ritrovato in Sardegna, o meglio… in un posto che non aveva nulla a che fare con la Sardegna, niente mare, niente sole, niente paesaggi da ammirare, era un luogo chiuso come un set televisivo, una città simile a quelle che ho incontrato a Las Vegas, costruite tra le mura dei giganteschi hotel tematici. Che ci facevo lì? E’ facile, ero andato a trovare Massimiliano, il mio amico dell’isola. Nel sogno non ricordo precisamente quello che accadeva, oltre a lui c’era la sua famiglia, ma non mi viene in mente altro per il momento. Eppure… questo sogno non era abbastanza strano per uno come me. No, evidentemente il mio inconscio non era soddisfatto, perché dopo ha cominciato a sbizzarrirsi come al solito suo. Solo sogni assurdi per me, è la regola. Trame irreali, senza senso, storie complesse e intricate, questo è il mio standard. Al risveglio spesso devo trascrivermi i punti salienti, per non dimenticare e poter raccontare il sogno agli amici, per il loro divertimento e, lo ammetto, anche per il mio. E così sono diventato un X-Men. Non ricordo come, quando, perché è successo. Talvolta ci sono passaggi oscuri, nei nostri sogni, gli eventi cambiano, si mescolano, le facce si trasformano, le persone si sostituiscono con altre, muta l’intero scenario senza che ce ne rendiamo effettivamente conto finchè ormai non è accaduto. Mi sono ritrovato con una specie di artiglio alle mani in perfetto stile Wolverine, o meglio non proprio “perfetto” come stile poiché questo artiglio consisteva semplicemente in un cavo di metallo avvolto alle mie mani e posizionato in modo che l’estremità fungesse da arma. I miei unghioni metallici erano danneggiati e avevo dovuto arrangiarmi così (è la prova che anche con poteri mutanti sarei comunque destinato ad essere sempre sfortunato…!), mentre il nostro capo organizzava una battaglia che era inevitabile, contando i combattenti a disposizione. E cominciava un torneo. Avete presente le gare che si svolgevano all’inizio della serie dei Cavalieri dello Zodiaco? Ecco, una cosa del genere… ed io mi preparavo allo scontro, controllavo che l’artiglio fosse efficacemente posizionato, testavo le mosse di attacco fendendo l’aria, e vivevo la preoccupazione prima della lotta. Questo è solo l’ultimo della serie di sogni che il mio cervello produce, e non è nemmeno così strano… trama semplice, irreale certo ma comunque basata su qualcosa di già visto. I sogni veramente assurdi, quelli originali davvero, non li ho mai scritti qui, in questo spazio… non so perché… sinceramente non conosco nemmeno il motivo che mi ha spinto a raccontare per scritto quello di stanotte. Me lo domanderò, e magari troverò una risposta. Devo dire che, in un certo senso, mi ha divertito essere un X-Men… credo che lo rifarò. Sì, credo proprio che lo rifarò. Certo, avrei preferito essere l’Uomo Ghiaccio o Nightcrawler, ma non si può avere tutto. Chissà, forse la prossima volta… |
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